La colonna sonora mi è stata suggerita dal carattere dei personaggi e dal loro rapporto reciproco. Ne ho evidenziato la personalità e il ruolo con stili e tecniche compositive diverse. A ogni personaggio ho impresso un carattere musicale (genere), costruendo una trama sonora parallela a quella visiva. Non esiste un tema conduttore dominante, ma un’orchestrazione variegata che fa sì che si riconoscano ambientazioni già viste seppur differenti. Una sorta di polistilismo, non racchiuso in un unico brano ma strettamente legato all’azione. Un tutt’uno dall’inizio alla fine, articolato in base alle vicende e alle emozioni espresse dai singoli attori.

Il leitmotiv non è legato alla melodia ma allo strumento assegnato a ogni personaggio, mutando nella partitura, a seconda del mutare dell’azione del personaggio (ad esempio il fagotto per Mehdi, il corno inglese per il Cieco o il violino per Pavel). Ho scelto di ricorrere a un tema nello stile di Bach, accentuando l’abbinamento degli strumenti, tipici dell’epoca barocca, non per creare copie di altri stili, bensì per tessere una trama che mettesse in luce le relazioni tra i personaggi nella storia.

Le partiture propongono a volte brani semplici, nella forma e nell’organico strumentale, e a volte brani ricchi di timbri e di combinazioni ritmiche che evidenziano la pluralità dei caratteri e delle azioni.

Breve intervista a Roberto Salvalaio al seguente link