Sono sempre meno i registi italiani disposti a realizzare un film veramente e
sentitamente sperimentale. Alcuni si limitano a cercare di riprodurre il già visto
mentre altri balbettano tentativi di decostruzione della narrazione classica.
Elisabetta Minen è invece consapevole in modo quasi geometrico dell’obiettivo che vuole perseguire […].
Chi ama la sperimentazione nel cinema si vede offrire un’occasione da non perdere.
Giancarlo Zappoli, Mymovies.it

Un volo sonoro e visivo sospeso fra percezione, desiderio, sogno, vibrazione.
Un progetto che cerca in sé di attingere dalla totalità.
Weach Illuminati, Mymovies.it

Un film dove tutto, numeri, note, fotografia, parole, nasconde un simbolo o un significato da scoprire.
Antonella Molinaro, Cinemio.it

Un film che celebra la vita, e la celebra in modo sottile, toccando le corde più intime […].
Tutto è esperienza sensoriale, codice, rivelazione.
Anna Piazza, giornalista freelance

Singolare esempio di un cinema di ricerca che si affida a un ritmo fluido e magnetico,
per veicolare con leggerezza concetti importanti.
Stefano Coccia, Cineclandestino.it

Il dramma puro ed intenso si fonde con sentimento, misticismo e religione […]
e ci accompagna in un viaggio onirico, intenso e vibrante.
Stefano Labbia, Myreviews.it

Con stile personale, le storie si sfiorano, si incrociano, si intersecano, si danno il testimone. […]
Un film raffinato, ricercato, colto. E di pettinata eleganza.
Catello Masullo, Ilpareredellingegnere.altervista.org

Questo film può dirsi forte di una minore ma importante conquista: quella di essere se stesso,
di possedere una grammatica della narrazione originale, al limite tra sogno e realtà.
Giulia Sterrantino, Opereprime.org

L’architettura registica regge simmetrica e aulica il capo di luoghi che riescono ad esser sobri e
all’occorrenza maestosi, che abbandona il palpabile per sfociare nel surreale. E’ proprio quest’ultimo
che la fa da padrone svettando purpureo quando più onirico, esaltato dalle impeccabili
interpretazioni attoriali degli antagonisti e sottolineato magistralmente dalle musiche.
Alessandra Piccinelli, Movies.gamesource.it

L’approccio filosofico è l’essenza di questo lungometraggio definito in più occasioni un “disincanto poetico”.
Un lavoro che si presta a più livelli di lettura come sono tanti gli ambiti di riflessione (filosofico, religioso, sociale e culturale).
Spicca la colonna sonora originale, la cura della fotografia e la forza recitativa degli attori.
Silvia Natella, Recensito.net

Il cinema si fa subito spazio, nello splendido soffio di immagini in apertura di un film che celebra l’uomo.
E lo celebra sul palcoscenico della vita, l’esistenza concreta, reale e sofferta che è teatro di vicende tanto sottili e segrete
quanto proclamate nel vibrante inno allo spettacolo di una Comèdie Humaine di ogni tempo e luogo. […]
Angeli e demoni, luci e ombre, Fede e sospetto danzano come sogni eleganti e trasposizioni surreali
nelle suggestive immagini di un film delicato e generoso che privilegia il respiro aperto della ricerca interiore
e si fa cinema silenzioso e indagatore sull’individuo, la società che lo accoglie e la realtà da cui è nutrito.
Dario Carta, Cinemalia.it

In una Udine mostrata sempre con discrezione va in scena un gruppo di clandestini,
di «creature del destino, esseri immaginari», che ci guidano in un discorso sull’interpretazione che gli uomini danno
della religione che risulta molto interessante e totalmente inedito nel nostro cinema.
Alberto Cassani, Cinefile.biz

Il film recupera una visione spirituale della vita, stagliandosi pertanto
nella coraggiosa cifra di uno spettacolo “controcorrente”.
Marcello De Stefano, regista

Un film ricco e fine nei particolari, nei colori, che mi lascia dentro la luce delle scene,
della gente e dei luoghi e un intreccio di sensazioni…
Gloria Corradi, artista

Un film narrativo unico e molto estetico costruito attorno al numero tre.
Simon Bertrand, Oaxaca Film Festival

Three the Movie: un’opera dalla forte valenza emblematica.
Gabriele Nunziato, Cinemaitaliano.info