Sperimentale narrativo

Un film sperimentale sì, ma anche narrativo e intenso. Non fatevi spaventare dalla profondità suggerita, ma lasciatevi trasportare dal fluire della storia e dalle emozioni che evoca.
Alba Turoldo, Mymovies.it
8 aprile 2018

Bel film da vedere

Bello, uno spaccato di Friuli molto interessante, da vedere!
Anonimo, Mymovies.it
7 aprile 2018

Essere – apparire – oggi

Come un respiro profondo, il lungometraggio di Elisabetta Minen, invade l’imo e scuote i sentimenti. Siamo fatti d’amore ma per amare ci vuole libertà. Essere ciò per cui siamo nati è difficile da comprendere a volte, e domare le ombre e i chiarori di cui l’essere umano è fatto destabilizza quella promessa di vertà e di felicità per cui la persona lotta ogni giorno. I passaggi fra l’onirico e il reale sono uniti da una colonna sonora straordinaria che fa da collante alle vibrazioni vitali dei turbamenti esistenziali di ogni essere umano a prescindere dal credo religioso, dall’etnia o dalla razza. Un film intenso, energetico e nutriente per la riflessione sul Friuli Venezia Giulia attraversato da flussi migratori internazionali e non solo. Assaporare questa produzione è assaporare il mondo contemporaneo.
Alfabeta, Mymovies.it
7 aprile 2018

Incantevole

Three è un film leggiardo e profondo, poetico e sfumato, luminoso e lattescente a un tempo. La città e le sue suggestioni, con la sua bellezza algida e silente, si mischia alle vite e ai pensieri dei protagonisti, come in un bolero elegante e delicato, che ti ha preso nel suo vortice prima che tu te ne accorga. Three è un film da vedere con attenzione, da cui lasciarsi trascinare per gustare la storia, per assaporare l’eleganza dei pensieri esposti, per godere della musica. Un’opera interessante e stimolante sotto tutti i punti di vista.
Caterina78, Mymovies.it
6 aprile 2018

Malinconica dolcezza accerezzami

Three The Movie di Elisabetta Minen, un volo sonoro e visivo sospeso fra percezione, desiderio, sogno, vibrazione.
Un progetto che cerca in se di attingere dalla totalità.
La speranza del momento in cui l’opera è stata concepita, prossimità di un anelato cambiamento energetico, incide prepotentemente nell’ispirazione della regia.
La musica di Salvalaio si sposa mirabilmente con le immagini proposte dalla regia: connubio soddisfacente.
Non voglio chiedere alla Minen quale sogno volesse raffigurare: a mio modo di vedere non è utile, una regia deve accettare di “essere letta per quello che appare ne non per quello che vorrebbe dire”.
Tutto è uno è un saggio scritto da Michael Talbot, pubblicato nel 1991 negli U.S.A. e nel 1997 in Italia, che descrive la possibilità di una visione olografica della realtà. Tutto è uno.
Tutto (materia, corpo, emozione, mente, anima, spirito) coincide, il caso non esiste.
L’opera ha una melodia da propone con struggente nostalgia e raggiunge finalmente l’equilibrio estetico anelato dalla regia.
Le storie in “questo crocevia” si dipanano all’interno “di bolle karmici” dense di condizionamento.
Il ruolo dell’amore, il senso dell’essere, della morte, del divenire sono inseriti in un progetto più grande, indecifrabile a tratti, mettono in dubbio la consapevolezza; poi prepotente si impone comunque un luogo di espressione denso di sfumature, di chiaro scuri, di gioie, di sentire, di inadeguatezza, e nel contempo di pienezza ed indeterminatezza.
Three The Movie di Elisabetta Minen non è poca cosa ma è tanto da prendere specialmente in questa nuova veste dove finalmente si lascia “viaggiare” lo spettatore con libertà di interpretazione.
Brava Elisabetta raccogli le energie per imporre il tuo sogno.
Weach Illuminati, Mymovies.it
21 maggio 2014