In una terra delimitata da tre confini, Italia, Austria e Slovenia, tre storie. La geometria degli incontri: i punti, le diagonali e lati misurano le individualità, i rapporti, le relazioni. La storia si svolge a Udine, la mia città, amata e odiata, pressoché sconosciuta al Cinema, e sulla quale sono pronta a scommettere sul fascino che può esercitare… Una storia che racconta se stessa, ma al tempo stesso molte storie di questo di altri luoghi. Il tema dell’immigrazione, perché no?, clandestina! I dialoghi e i silenzi tra le culture, le religioni e le razze in una città che è sempre stata teatro di invasioni e crocevia di etnie e diverse (Udine, “città della guerra”). Questa storia è un groviglio di emozioni e di passioni, un vortice di eventi intervallati da flashback, che tanta energia hanno instillato in me che l’ho scritta, diretta, montata… vissuta. Udine è protagonista. Un omaggio alla mia terra. Le sue contraddizioni. Serrata nel proprio guscio, si difende ma resta intrappolata. Si apre allo straniero e al tempo stesso lo allontana diffidente,  rifugiandosi nella solitudine… una solitudine vissuta come àncora di salvezza, ma che in realtà affonda e affoga. Una città inedita, osservata dall’immigrato, da un quartiere, quello di via Roma, che si chiude quasi in un ghetto. Three The Movie è quello che si chiama un produzione low budget, o meglio, film “no budget”, dato che non ha ottenuto contributi economici pubblici né finanziamenti privati. Artemedia ha contato sulle proprie (esigue) forze, sul sostegno qualificato della Videe di Pordenone,  che ha prestato le attrezzature necessarie per le riprese e la “moviola”, sul supporto attivo di numerose aziende friulane che hanno messo a disposizione location, costumi, servizio di catering… infine, ma non ultima in ordine di importanza, la disponibilità di professionisti, artisti e tecnici che hanno percepito compensi adattati.